Cristina Balsotti
  Materia, tra quotidiano e universale

Percorsi d'ARTE

 

 

 

 

 

Quando si guardano le opere di Cristina Balsotti il primo pensiero che sale alla mente dell'osservatore è: "che storia mi vuoi raccontare?". Ci si aggira negli ambienti arredati dalle sue opere con curiosità e attenzione. Quadri, piccole installazioni in metallo, sculture, opere ricche di colori e di materia resa arte. Guardare queste opere fa interrogare, il loro senso non è immediato, ci vuole qualche attimo passato ad osservare per scorgere, sotto le forme della materia artistica, i tratti famigliari, i tratti del quotidiano, oggetti di tutti i giorni, che narrano un'epica famigliare e colloquiale, frammenti di cose racchiusi da uno stile, quello di Cristina Balsotti, che da forma d'opera d'arte a oggetti poveri e materiali di risulta.
Una volta che si è attraversata la lieve nebbia di materia trasparente che copre queste opere, il senso emerge, ed allora è meno difficile fare il passo di apprezzare le affettuose ance del sax del padre rese scultura, le carte, i frammenti, i tessuti, i giornali, gli ammennicoli, le figure di fiori fatte da vecchie carte, tele, tappezzerie, gli scorci di Venezia riprodotti su carta, chiusi in cartellette decorate dall'artista che è un piacere toccare, l'ingresso del paese ospite, a celebrarne l'ospitalità. Ecco la storia che Cristina ci vuole raccontare; la storia del quotidiano e dell'universale. I ricordi di una persona, scolpiti in oggetti d'arte, diventati il ricordo di tutti. I lavori di Balsotti sono sensazioni universali, condivisibili, racchiuse nell'opere d'arte, sono un gesto tatuato nel tempo, un affetto, un pezzo di passato fissato nelle forme di un'arte fatta prettamente di materia, composta, messa in forma e resa esteticamente apprezzabile. Le opere di Cristina sono da toccare, sfogliare, spostare nell'arredo di una casa per risignificare un luogo, le sue sono superfici in continuo movimento, opere figlie dell'arte materica e primitiva che cambiano a seconda della luce che le illumina. Il suo disegno è ruvido, concreto, tattile, ma al contempo dolce e femminile, un tratto che, pur mantenendo alcune forme del figurativo, se ne allontana per dargli concretezza, come concreta è la vita, quasi che Cristina desideri bloccare il passato incastonandolo nel bronzo, nel ferro, nella carta, nel vetro, nella resina e nel vinavil, lì in attesa di essere svelato da un occhio curioso, da un occhio che oltre ad apprezzare il gusto nell'assemblare forme e colori, è in grado di provare piacere nello svelare.
Cristina Balsotti via Lorgna, 11
54012 Barbarasco (MS)
349 3509867

di Simone E Agnetti - Inverno 2003

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