|
Per
dotare il paese di un asilo con sede in un edificio pubblico il Comune,
per volere del sindaco Conte Emilio Zoppola, istituì nel 1915 una commissione
di dodici membri, capeggiata dal parroco Don Abramo Rantini, che provvedesse
a trovare una sede adeguata e a far funzionare l'ente. Tra
i notabili presenti nel consiglio emerse la figura del geniale imprenditore
bresciano Filippo Rovetta (1858-1939), giunto alla soglia dei sessant'anni
che, dopo una lunga e brillante vita illustrata nel primo capitolo del
libro (Figlio dei Rovetta della Bottega del Moro dietro La Loggia, studiò
da ragioniere e lavorò alla Banca Popolare di Brescia, sposò la circense
Luisa Guillaume, nel 1899 aprì il calzificio con il socio Francesco Lanti
importando innovativi telai dalla Germania, fu benefattore dell'Istituto
Razzetti, della Congrega di Carità Apostolica etc.) decise di dedicarsi
all'agricoltura cedendo il calzificio di famiglia "Rovetta e Lanti" al
figlio Gino Rovetta e acquistando i terreni, i cascinali e la villa di
via pozzo a Collebeato in cui si trasferì. Il
paese, grazie all'opera di quest'uomo, cambiò per sempre faccia, fu infatti
lui che nel 1910 per primo importò piantine di pesco dal Canada a Collebeato
e nel 1918/19 organizzò i primi pionieristici pescheti lungo il Mella
che renderanno famoso Collebeato, nello stesso anno acquistò anche l'edificio
di Palazzo Martinengo a Collebeato con l'annesso cortile e lo donò al
costituente asilo del paese. Nel 1922 l'asilo aprì con maestre laiche,
nel 1924 fu eretto in ente morale e nel 1928 vi furono introdotte le suore
dorotee che vi rimasero fino al 1983, anno in cui la scuola materna divenne
statale. L'ente dedicato a Filippo Rovetta, fu esempio di direzione pubblica
compartecipata dalla popolazione che lo sosteneva acquistandone le azioni
e dei genitori direttamente coinvolti nella gestione.
continua...
|